Arbitri e Var: dietro a certi episodi c’è soltanto presunzione


Pare quasi che la Var metta paura, soprattutto a chi crede di sapere gi tutto, oltrepassando i confini della presunzione. Se si convinti di essere il pi bravo, magari gliel’hanno anche detto, errore gravissimo di quei capi buonisti in vena di complimenti generosi, quell’arbitro cos sicuro dei propri mezzi far a meno di quell’aiuto tecnologico che ha segnato l’ultima rivoluzione del calcio, addirittura la pi importante.

La rivoluzione l’arbitro saccente non la accetta, guai a subirla, e se proprio rivoluzione deve essere, la vuole fare e guidare lui. Passando cos, magari senza volerlo, dall’atto insurrezionale alla dittatura. Qui comando io pare dire Fabbri, arbitro di Juve-Milan, che nega un rigore evidente ai rossoneri, al punto tale che lo concederebbe anche Allegri (sicuro di rimontare e battere gli avversari, proprio com’ successo, anche senza rigore… La Juve troppo forte non ha bisogno di regali, anzi le fanno persino male).

Il domandone per resta: ma come si fa a non vedere ci che tutti, ma proprio tutti, hanno notato, osservato e giudicato senza essere dotati di alcun sapere arbitrale? Fabbri passa per essere un giovane sul quale poter contare, uno dei vanti della nuova generazione, sulla quale per forse qualche serio dubbio giusto averlo. Cos come sul collega Abisso (a volte i nomi, in questo caso il cognome, sono rivelatori di destini oscuri), anche lui vanto della futura classe arbitrale: bruciano ancora le disastrose e contraddittorie decisioni in Fiorentina-Inter a fine febbraio.

Errori gravi che possono condizionare la corsa Champions, la salvezza. Irrimediabilmente. Cos non si deve andare avanti, Nicchi e Rizzoli, alti responsabili arbitrali nelle loro diverse funzioni, intervengano. Spieghino bene ai loro uomini le regole, le semplifichino, la mano deve restare mano, non pu subire alcuna mutazione genetica n anatomica, la Var sia interpretata e accettata come un aiuto uguale per tutti, arbitri, societ grandi e piccole, magari dando la parola anche a tecnici e capitani. Mai avere paura dell’innovazione.

8 aprile 2019 (modifica il 8 aprile 2019 | 22:39)

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