Apple e Google si danno ai videogame Niente console: per giocare basta la tv o il tablet


In sole due settimane il mondo dei videogiochi cambiato per sempre: Apple presenta il servizio Apple Arcade, Google scende in campo in pompa magna e Sony annuncia che i titoli di Playstation si possono giocare anche senza console, su Windows. Il modello di business lo stesso inventato da Netflix per il cinema e le serie tv. Con un semplice abbonamento dal basso costo mensile si accede a un colossale serbatoio di titoli da giocare in streaming.

La console diventa quasi superflua: un semplice terminale per ricevere il flusso di immagini del videogioco, che risiede su cloud. Ma se queste sono le direzioni tracciate dall’industria del videogioco per il futuro, il periodo di transizione in Italia potrebbe essere lento, a causa del divario digitale che affligge ancora il Paese. Perch per videogiocare in streaming serve una banda larghissima.

Ultimo in ordine di apparizione, presentato da Tim Cook il 25 marzo in un affollato Steve Jobs Theatre, Apple Arcade sar un servizio di videogiochi non in streaming dedicato alle sole piattaforme mobili della Mela. Disponibile dal prossimo autunno, sar in abbonamento (ma il costo non stato reso noto) e limitato a una biblioteca di soli cento titoli. Pi rumoroso l’annuncio della discesa del colosso Google nel mondo dei videogiochi, giunto lo scorso 19 marzo, al termine dell’annuale Game Developer Conference. Lo ha pronunciato Phil Harrison, vicepresidente della societ di Mountain View e tra i pi influenti protagonisti della storia dei videogiochi, gi con un ruolo in Microsoft per Xbox e poi in Sony per Playstation. L’annuncio si riferisce al prossimo lancio di Stadia, in arrivo entro la fine dell’anno in Nord America e in gran parte dell’Europa (anche se non vi ancora una conferma per l’Italia). Stadia non una console bens una piattaforma remota, un sistema proprietario dedicato esclusivamente allo streaming di videogiochi. Per giocare e veder giocare qualunque titolo su qualunque schermo: televisivo, di un personal computer, smartphone o tablet, ha detto Harrison. Pi tecnico che descrittivo (non si sa nulla dei contenuti), l’annuncio di Stadia stato comunque accolto con interesse dal settore.

Restano per dei dubbi circa l’elevata necessit di banda necessaria al suo funzionamento, pari a 25 megabit al secondo, di gran lunga superiore alla media di connessioni nel nostro Paese. Solo una settimana prima, il 12 marzo, Sony aveva inaugurato anche in Italia il servizio Playstation Now (negli Usa dal 2014), che permette di accedere a oltre 600 titoli con un abbonamento mensile di 15 euro al mese. Come per Stadia, non pi necessario scaricare il videogame scelto sulla console: si gioca subito. Il gioco risiede sui server di Sony e il flusso di immagini arriva sullo schermo in streaming, sulla console Playstation 4 o su qualunque personal computer dotato di sistema operativo Windows.

L’intento dichiarato creare un archivio che possa riunire tutti i videogiochi del presente del passato, che siano di Playstation 2, Playstation 3 o Playstation 4. Oltre 600 classici per un catalogo in continua evoluzione, da riscoprire. Non sono incluse le ultime novit, disponibili ancora con il consueto canale di vendite.
Ma la prima ad adottare un servizio di questo tipo stata Microsoft, gi da febbraio 2017 in Italia con Xbox Game Pass. Con un abbonamento di 9,99 euro al mese, al giocatore data la possibilit di giocare in anteprima tutte le novit esclusive per la console di Redmond ma con un catalogo limitato a soli 215 titoli, da scaricare sulla console. Almeno fino a quando la casa di Redmond non decida di inaugurare il progetto xCloud dedicato esclusivamente allo streaming. Ora manca solo Nintendo.


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