Antonio Cassano e l’ultimo addio: niente Entella, «lascio il calcio per sempre»


«In questi giorni di allenamento ho capito che non ho più la testa per allenarmi con continuità, per giocare a pallone servono passione e talento ma soprattutto ci vuole determinazione e io in questo momento ho altre priorità».

È uno dei passaggi della lettera con cui Antonio Cassano annuncia, e stavolta dice è sul serio, il suo ritiro dal calcio. «Voglio ringraziare tutti i compagni di squadra di questi anni, gli avversari, gli allenatori, i dirigenti (sì, certo anche quelli con cui qualche volta ho litigato) — scrive l’ex fantasista, che proprio in questa settimana aveva fatto un passo per tornare a giocare con la maglia dell’Entella —. Ma soprattutto voglio salutare i tifosi, quelli dalla mia parte e gli avversari, perché senza di loro il calcio non esisterebbe. Il pallone mi ha dato tantissimo, mi ha fatto conoscere persone magnifiche, grandi campioni e gente comune. Mi ha tolto dalla strada mi ha dato una famiglia meravigliosa e soprattutto mi ha fatto divertire da matti. Ancora oggi quando mi capita di vedere una qualsiasi partita resto ipnotizzato. È il gioco più bello che c’è. Sì lo so con un altro carattere avrei potuto vincere di più e giocare meglio, ma credetemi, ho vissuto comunque emozioni incredibili e oggi ho accanto a me le uniche cose che davvero contano. La mia famiglia, gli amici e zero rimpianti. Adesso — conclude Cassano — comincia il secondo tempo della mia vita, sono curioso e carico di dimostrare soprattutto a me stesso che posso fare cose belle anche senza l’aiuto dei miei piedi».

13 ottobre 2018 (modifica il 13 ottobre 2018 | 13:31)

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