Allegri: «Serve una gara migliore che a Manchester, la Juve si gioca tanto»


Un punto per sbarcare agli ottavi per il quinto anno consecutivo. Una vittoria per qualificarsi matematicamente al primo posto. Il Manchester United è uno snodo decisivo per il cammino europeo della Juve: ottenere il primo obiettivo stagionale con due turni d’anticipo rispetto alla fine del girone consentirebbe ai bianconeri di dedicarsi totalmente al campionato fino a febbraio e di affrontare fino a quell’epoca con più serenità le insidie sparse nel calendario della corsa scudetto. Finora in Champions la squadra di Allegri è stata un rullo compressore: tre successi su tre gare e zero gol subiti. Con l’acuto di Old Trafford di due settimane fa che ha incanalato al meglio il percorso. Ora Max vuol completare l’opera: «Serve una partita ancora migliore rispetto a quella di Manchester, ci giochiamo tanto».

L’allenatore livornese non si fida dei Red Devils, nonostante sia stata evidente la superiorità bianconera in Inghilterra: «Loro sono una squadra sorniona, che anche non facendo una bella partita sotto l’aspetto tecnico è pericolosa in qualsiasi momento. Una squadra che ha i colpi per trovare il gol anche quando magari sembra che tu abbia la partita in mano». Quindi antenne dritte, chiede Max che sottolinea: «Divertimento vuol dire vittoria. In questo momento le cose stanno andando bene ma per ora non si conquistano trofei. Domani dobbiamo conquistare il primo obiettivo stagionale e poi rituffarci in campionato. Ma ciò che conta è arrivare a marzo nelle migliori condizioni fisiche e mentali ed essere competitivi su tutti i fronti».

Anche Leonardo Bonucci non si nasconde: «Quest’anno ho ritrovato una Juve più sicura di sé in Europa, con molta più esperienza grazie al grande lavoro compiuto dalla società e dal tecnico per alzare il livello di una squadra già altamente competitiva. Credo che questo sia importante perché la Champions è un obiettivo e non possiamo nasconderci».

Capitolo formazione. Allegri dovrà rinunciare a Douglas Costa, Bernardeschi e Kean ma recupera Cancelo, Matuidi (che riposerà) e Khedira, che sarà titolare a metà campo insieme a Pjanic e Bentancur, e Mandzukic. Max punzecchia il gigante croato – «Contro il Cagliari l’ho mandato a casa perché aveva dolore alla caviglia e avevo paura che si facesse male salendo gli scalini…» – e forse potrebbe preferirgli Cuadrado per completare l’attacco con Dybala e Ronaldo.

José Mourinho, intanto, incorona la Juve come «super favorita per la vittoria della coppa» poi va all’attacco dei tifosi bianconeri ai cui insulti, ad Old Trafford, ha risposto con il gesto delle tre dita che ricordava il Triplete vinto ai tempi dell’Inter. «La partita era stata super corretta – spiega lo Special One -, disciplinarmente fantastica, c’è stata educazione prima e dopo il match, ma senza nessuna giustificazione i fans juventini hanno avuto un comportamento che non è stato bello. Così io sono arrivato alla conclusione che c’è solo una ragione per questo: la ragione sono le tre dita. Perché il mio rapporto con la società bianconera è buono e corretto, con Max c’è anche amicizia. L’unico motivo quindi sono i ricordi negativi dei tempi in cui io sono stato in Italia».

Lo United fatica in Premier League, dove è reduce dalla vittoria all’ultimo respiro con il Bournemouth, e in generale in questo inizio di stagione ha vinto soltanto tre degli ultimi 9 match tra tutte le competizioni. Ma in Europa lontano da Old Trafford viaggia comunque a buon ritmo: ha infatti perso solo una delle ultime 10 trasferte europee (6 vittorie e 3 pareggi), subendo appena quattro gol e mai più di uno a partita. Mou rilancia: «Non è una gara cruciale per noi, indipendentemente dal risultato di domani ci sono altre due gare con Young Boys e Valencia che decideranno il nostro futuro. In ogni caso è una partita che vogliamo vincere e che non bisogna assolutamente perdere. Combatteremo per la qualificazione fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Certo, in molte partite subiamo troppi gol e il modo in cui li subiamo significa che abbiamo debolezze. Regalare parti di partita agli avversari implica poi dover scalare una montagna. E ad Old Trafford non siamo stati forti abbastanza per farlo, specie nella ripresa».

I Red Devils saranno privi di Lukaku, non convocato per infortunio, e si giocheranno il jolly Pogba, che tornerà per la prima volta da avversario allo Stadium, dove si rivelò al mondo. Paul sarà uno degli argomenti forti del prossimo mercato, le possibilità di un suo ritorno in bianconero non sono fantascienza. Per ora lui frena: «Vi sembro triste? Non mi sembra, certo che sono felice allo United. Sono contento di essere tornato, è stata una mia scelta personale». Giocare con Ronaldo però sarebbe speciale: «Giocare con grandi giocatori come lui, come Messi, come Neymar è sempre un piacere. Oggi lui è alla Juve, è molto contento di essere qui, ed è una grande cosa per la Juve avere un giocatore che fa gol come bere acqua».

6 novembre 2018 (modifica il 6 novembre 2018 | 20:40)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *