Allegri: «Razzismo e insulti? Non fermare le gare, ma educare a scuola»


«Per guarire il calcio italiano bisogna andare a educare i bambini nelle scuole». Ecco la ricetta di Massimiliano Allegri dopo i fatti di San Siro, i cori razzisti contro Koulibaly e le violenze fuori dallo stadio.

«Non si devono fermare le partite, perché solo i responsabili dell’ordine pubblico possono sospenderle – spiega il tecnico della Juventus –. Fermare le partite è solo un impatto momentaneo, una soluzione temporanea. Servono interventi preventivi, con la tecnologia si può individuare chi fa casino e lo si caccia fuori dallo stadio». E ancora: «Detto questo, non tollero alcuna forma di razzismo e di insulto nei confronti anche dei morti e delle tragedie che sono successe. Ma purtroppo in Italia abbiamo perso l’educazione e il rispetto, non solo nel calcio. Ora, per l’ennesima volta, abbiamo la possibilità di sterzare. E non bisogna chiacchierare ma solamente fare. Io faccio l’allenatore, ci sono gli organi competenti che se ne devono occupare e speriamo sia la volta buona per prendere delle misure preventive. Il problema deve essere risolto a monte».

Allegri è disposto anche a spendersi in prima persona: «Bisogna concretamente fare qualcosa, coinvolgere tutti i bambini andando a parlare nelle scuole, facendo un programma di educazione e rispetto, di educazione e di vita. Non mi viene voglia di lasciare il calcio italiano, che è un campionato affascinante, bello e difficile. Anzi, mi viene voglia di mettermi a disposizione per trasmettere, non solo a mio figlio che ha sette anni, un po’ di educazione. Ci vuole pazienza, non si può risolvere tutto in un giorno, ma bisogna iniziare».

Sabato, in ogni caso, si gioca e Max vuole concludere il 2018 nel migliore dei modi, superando i 100 punti nell’anno solare. «C’è orgoglio e soddisfazione per quanto fatto finora ma non basta per vincere trofei. Quindi dobbiamo mantenere un profilo basso, stare zitti e vincere le partite che è la cosa più importante. E con la Sampdoria abbiamo la possibilità di chiudere nel migliore dei modi l’anno. Girare a 53 punti a fine girone d’andata sarebbe un risultato importante, non perché sarebbe un record a metà stagione, visto che il record non porta trofei, ma perché aiuterebbe ad alzare l’asticella per raggiungere gli obiettivi. È girare a 53 sarebbe molto importante».

Allegri non ha compreso chi ha storto il naso per il pari di Bergamo: «È stato un risultato straordinario giocando quasi un tempo in inferiorità numerica. In tutto abbiamo fatto 16 vittorie 2 pareggi, abbiamo chiuso primi il girone di Champions e quando sento dire che la Juve in crisi forse a qualcuno il panettone è andato di traverso… Magari qualcuno scherzava, dai…». Un sorriso e ancora: «In ogni caso, male che vada finiamo l’andata a 50 punti. Ma domani dobbiamo tirare fuori le ultime energie, per acchiappare una vittoria che ci farebbe fare un bel balzo in avanti».

28 dicembre 2018 (modifica il 28 dicembre 2018 | 16:34)

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