Allarme Bankitalia sullo spread, ci costerà 5 miliardi in più nel 2019


Qualora non venisse riassorbito, l’incremento fin qui registrato provocherebbe, gi dal prossimo anno, maggiori spese per interessi per circa 0,3 punti di prodotto interno lordo cio oltre 5 miliardi di euro. L’allarme sul costo dell’aumento dei tassi di interesse arriva dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo il quale a questo livello dello spread, il differenziale di interesse tra Italia e Germania (sceso ieri a quota 304), si avrebbe una maggior spesa per interessi di circa 8,5 miliardi nel 20120 e di circa 11 nel 2021.

Conseguenze gravi

Le conseguenze possono essere gravi ha detto Visco. Bankitalia, inoltre, continua ad essere prudente sulle prospettive di crescita, ipotizzando un aumento del pil dell’1% quest’anno ed inferiore nel 2019, al netto della manovra. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ne difende tuttavia l’impatto e ridimensiona l’allarme “spread”, non giustificato dai fondamentali dell’economia.

Il deficit non aumenter

Il deficit previsto – ha detto ieri il ministro alla Giornata del Risparmio – non aumenter rispetto al 2,4% anche in caso di un minor impatto della manovra, perch le ipotesi sono costruite sulla base di una crescita del pil, nel 2019, dello 0,9%, il valore tendenziale, e non sull’1,6% programmatico.

Il costo del non-deficit

Tria ha escluso ogni dubbio sulla volont italiana di restare nell’euro, un’incertezza che secondo Visco ha pesato sullo spread. Dopo la crisi acuita dall’austerity, il costo del non deficit – ha detto Tria -non possiamo pi permettercelo in termini economici e sociali, mentre il costo del deficit sar sostenibile e responsabile ha aggiunto il ministro dell’Economia, nel giorno in cui l’Istat certifica una nuova impennata della disoccupazione.

Consono anticostituzionale?

Gli allarmi sono sempre gli stessi, ma sono cose che noi sapevamo. Noi siamo pi ottimisti e un po’ di ottimismo non guasta. Andiamo avanti sulla nostra strada, dialogando con la Ue dice il sottosegretario alla Presidenza, Giancarlo Giorgetti. La Corte dei Conti, intanto, mette in guardia: il condono con l’aliquota al 20% sarebbe incostituzionale.

31 ottobre 2018 (modifica il 31 ottobre 2018 | 20:34)

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