Alitalia, la Lega spinge per la soluzione Lufthansa


Su Alitalia c’è una divisione interna al governo che rischia di condizionare i piani per la vendita della compagnia. Il sottosegretario ai Trasporti, Armando Siri, avrebbe un canale informale con i vertici di Lufthansa per trovare una sintesi che possa mettere d’accordo tutti: i sindacati, i vertici di Ferrovie e le strategie della compagnia tedesca abituata a rimettere in sesto vettori sull’orlo del fallimento (vedi Swiss Air ed Austrian Airlines) portandoli all’utile in poco tempo e integrandoli nel suo sistema di rotte con hub a Francoforte.

La dichiarazione di qualche giorno fa attribuita all’aviolinea guidata da Carsten Spohr («No ad una società con il governo») sembra essere tattica per far emergere le contraddizioni interne all’esecutivo. Perché i Cinque Stelle hanno avuto per mesi in mano il pallino. Il vicepremier Luigi Di Maio è anche ministro dello Sviluppo economico, riferimento per i commissari della compagnia — Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo — in amministrazione straordinaria. E la soluzione congiunta Delta-Air France-Klm al 40% (con gli americani in posizione dominante) sarebbe gradita ai Cinque Stelle perché permetterebbe al governo di mantenere il controllo della compagnia.

Il problema è come strutturare quel 60%. L’ipotesi di coinvolgere il Tesoro nel capitale al 14%, convertendo una parte del prestito-ponte da 900 milioni, non sembra essere gradita al ministro dell’Economia Giovanni Tria che più volte si è detto contrario. Tanto meno c’è la fila di aziende pubbliche interessate a rilevare un altro 5-10% di un’Alitalia che rischia di avere una governance confusa. Né Poste, né Leonardo, né Cassa Depositi sono dell’avviso, anche se potrebbero essere chiamate in causa per una soluzione di sistema. Così Ferrovie dello Stato — che vorrebbe detenere al massimo il 30% per non stressare troppo i conti visto il piano di investimenti da sei miliardi per 600 treni pendolari già licenziato — sta trattando ancora con Lufthansa consigliata da Mediobanca. I tedeschi sperano in realtà che con Delta i negoziati si arenino anche per la possibile indisponibilità dei francesi già scottati dall’esperienza del 2008 in cui acquisirono il 20% salvo perdere tutti i soldi. E di certo non giovano i rapporti al minimo storico tra Roma e Parigi sull’immigrazione.

Ieri l’amministratore delegato di Fs, Gianfranco Battisti, è intervenuto a Milano ad un evento della fondazione Corriere della Sera. E ha chiarito che «il piano industriale sarà pronto entro fine marzo» aspettando «l’evoluzione della vicenda Alitalia». Potrebbe «non essere necessario» l’ingresso del Tesoro nel capitale. Con Lufthansa non lo sarebbe di certo.

31 gennaio 2019 (modifica il 31 gennaio 2019 | 21:12)

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