Alex Vinatzer, cinque lingue e statura da cestista: è il futuro dello sci Alex, cinque lingue e statura da cestista È il futuro dello sci


Lo aspettavamo. E forse arrivato. Alex Vinatzer, campione del mondo juniores dello slalom dopo essere stato secondo nell’edizione 2018 (risultato che gli valse la convocazione ai Giochi in Corea), ha almeno due punti di forza per sfondare nello sci dei rapid gates: piedi buoni e statura da cestista, un metro e ottantanove. Ma essere alti non un male, nello sci di oggi: Con la nuova tecnica, anzi, un bene: d pi leva e pi velocit, nel futuro sar un vantaggio spiega Alex che noi immaginiamo gi nel solco di un Ramon Zenhaeusern, lo svizzero-marcantonio che raggiunge i 2 metri e che vicecampione olimpico. Per prima devo avvicinarmi ai pettorali che consentono di scalare le classifiche: punto a entrare tra i 30 al pi presto.

Tenacia e pazienza. Serviranno per provare a scalfire il totem, quel Marcel Hirscher che per, rispetto a lui, all’opposto: piccolo, compatto e sgusciante. Non posso fare i suoi stessi gesti; ma posso rubargli qualcosa commenta Vinatzer con una pacatezza dietro la quale c’ per la decisione. E c’ pure una qualit, precisa. Quale? In gara vado forte tanto quanto in allenamento. Altro suo pregio: nella Coppa del mondo non ha ancora calibrato alla perfezione i dettagli, praticamente quasi sempre uscito. Ma non si mai abbattuto: Al massimo qualche imprecazione, per poi si torna a lavorare. Sul piano tecnico devo imparare a domare i dossi.

Gardenese di Selva, 20 anni a settembre, Alex Vinatzer sulla neve fa pendant con l’altro talento altoatesino, il tennista Jannik Sinner, lui s del terzo millennio: Seguo i suoi risultati, ma non lo conosco. Il bello che Alex non ha mai incrociato nemmeno colui che in Italia resta sinonimo di sci: Alberto Tomba. Quando sono nato, aveva gi smesso. Cos il suo idolo non poteva che essere Bode Miller: Gran campione e gran personaggio. Un po’ di estrosit ci vuole, adesso uno promettente l’austriaco Feller.

Vinatzer, cinque lingue parlate alla perfezione (ladino, italiano, tedesco, francese e inglese) piace anche perch racconta che l’agonismo non deve essere tutto e che ci deve essere spazio per il relax. Nel suo caso, significa tennistavolo. Mi piace tanto ed utile per i riflessi. Andr all’Olimpiade nel ping pong? Non scherziamo, l ci sono gli orientali che schizzano come schegge. Nel suo extra-sci c’ stato pure lo studio: allievo modello, si era trasferito in Austria per conciliare sport e scuola. Ora in pausa, ma riprender. Intanto c’ da sfondare tra i paletti, dopo che nella bacheca comparso anche il bronzo del Team Event, vinto al Mondiale seniores di Aare: Ma al repertorio aggiunger il gigante. Vent’anni fa il mio titolo lo vinceva Max Blardone, che poi ha smesso con lo slalom per essere solo gigantista: io vorr diventare almeno bivalente.

Non era un predestinato, Alex: all’inizio i coetanei lo battevano. Oggi invece vediamo in lui il possibile Paris delle prove tecniche. Risata: La prendo in scioltezza: per mi alleno per diventare il migliore, nessuno imbattibile. Al Mondiale juniores ho sentito il ritmo e ho vinto.

19 marzo 2019 (modifica il 19 marzo 2019 | 20:59)

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