Alessandro Rivera, il «maratoneta» del Tesoro per i salvataggi bancari


La sua posizione, al ministero dell’Economia e delle Finanze, rimasta vacante per un po’, poi la scelta caduta su Stefano Cappiello. C’ voluto un po’ di tempo, da quando Alessandro Rivera, 47 anni, il 2 agosto dell’anno scorso diventato Direttore generale del dipartimento del Tesoro, per trovare il suo sostituto. E qualche motivo ci sar. Gli ultimi anni per quell’ufficio, la direzione IV di via XX settembre (giorno della presa di Porta Pia), sono passati tutti i dossier pi complicati per la gestione del Paese, dalle crisi bancarie, alle fondazioni alla delicatissima partita delle relazioni con l’Unione europea e con la Banca centrale europea. Una specie di fronte permanente, per usare un gergo pi vicino ai conflitti. Ed proprio nei conflitti di questi anni che Rivera ha mostrato le sue doti di negoziatore, spesso si trovato, in certi momenti,a gestire con gli uffici di Bruxelles la questione dei salvataggi quasi in solitaria responsabilit. Ed proprio questa sua esperienza che sar decisiva anche su questo secondo round che si appena aperto con il commissariamento della Carige, il decreto che ha segnato la svolta di atteggiamento del governo rispetto ai salvataggi bancari, con la decisione di far scattare la garanzia sui nuovi bond fino a 3 miliardi e di inserire la possibilit di una seconda nazionalizzazione dopo quella decisa dal governo Gentiloni-Padoan per il Monte dei Paschi di Siena. Dossier che in queste settimane si stanno incrociando e che vedono nella figura di Rivera, grand commis con la passione per la maratona, una figura chiave. Dal suo nuovo ufficio, naturalmente, il dossier banche soltanto uno dei punti, visto che al Direttore generale spetta tra l’altro il coordinamento dell’altra questione centrale, il debito pubblico. Un calendario fitto perch di qui a giugno (e quasi certamente molto prima) bisogner mettere a punto un piano per la privatizzazione del Monte dei Paschi, mettere in sicurezza la Carige, gestire la fase di transizione della Banca Popolare di Bari, la prima ad accedere alla prima forma di garanzia sui crediti, la Gacs. Come ormai tutti hanno compreso, il tema delle banche, nelle fasi complicate, non quasi mai un tema di capitale, ma di liquidit, di rapporto fiduciario dei clienti. Ed per questo che su Carige il primo intervento ha riguardato la garanzia sull’emissione dei nuovi bond. Ma adesso si tratter anche di gestire l’altra faccia della crisi bancaria, le sofferenze, la vendita dei crediti difficili che la Bce (anche se le condizioni variano caso per caso) ha indicato di realizzare come obiettivo entro il 2026. E qui uno dei soggetti che potrebbe giocare un ruolo rilevante la Sga, la societ per la gestione degli attivi. Un’invenzione del 1997, nata per gestire il salvataggio del Banco di Napoli, e ora diventata una societ controllata al 100 per cento dal Tesoro e presieduta dallo stesso Rivera. Uno strumento che si pu rivelare particolarmente prezioso anche se ormai l’esperienza del Tesoro sui modi di intervento, in gran parte gestiti dalla Banca d’Italia e dallo stesso Rivera, conta su almeno 7-8 modalit diverse di salvataggio. Dalla cessione simbolica con contestuale garanzia sui crediti, dalla cessione degli asset rischiosi alla bad bank (attraverso la Sga, appunto), alla fusione. Una cassetta degli attrezzi che il direttore generale conosce bene. Naturalmente tutto dovr passare attraverso il negoziato con la Ue, dove il piano tecnico viaggia in parallelo con il piano politico dove lo scontro tra Roma e Bruxelles, sempre molto forte. Dunque negoziare sar centrale. Le insidie, anche negli interventi realizzati con le migliori intenzioni, possono aprire situazioni paradossali. Prendiamo il caso della Vicenza con il fondo Atlante, intervenuto proprio per evitare il crac. Potrebbe tradursi , per le persone chiamate a gestire quella fase, in una questione giudiziaria, dopo la dichiarazione di insolvenza del Tribunale di Vicenza dell’istituto. Una specie di beffa per chi si era messo, in qualche modo, al servizio dello Stato-salvatore. Una questione che il Tesoro potrebbe essere chiamato a valutare e gestire. Sar un altro dei dossier.




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