Addio a Umberto Marzotto, il conte in fabbrica


Si spento ieri a Lugano, dove viveva, il conte Umberto Marzotto. Aveva 92 anni ed era malato da tempo. Lascia la moglie Gemma Gerolimetto e quattro figli avuti da Marta Vacondio Marzotto, che aveva sposato in prime nozze. Con Umberto Marzotto se ne va un altro pezzo di quella generazione di imprenditori che hanno ricostruito l’Italia. Pochi mesi fa era scomparso Pietro, il fratello a cui era stato legatissimo e insieme al quale aveva fatto diventare il gruppo Marzotto uno dei pi importanti dell’economia italiana. Ma da Pietro si era traumaticamente diviso tra il 2004 e il 2007. Anni di Opa e contro Opa sulle aziende che allora costituivano un gruppo unico e che oggi fanno capo ai diversi rami familiari o sono state cedute, come Valentino. Per questo indicativo il luogo dove sar allestita, il 2 gennaio, la camera ardente: la Zignago di Portogruaro, l’azienda che Umberto aveva portato al successo ma che, nella spartizione, rimasta nelle mani del pezzo di famiglia guidato dai nipoti, Gaetano e Luca Marzotto.

I funerali il 3 gennaio a Valdagno, dove sar tumulato nella tomba di famiglia. Sono molto felice che i cugini abbiano offerto questa possibilit — dice Matteo Marzotto, ultimogenito di Umberto — fa onore alla memoria di mio padre che ha fatto crescere la Zignago per una vita. Un lavoro che i cugini stanno portando avanti in modo magnifico. Matteo l’ultimo dei figli di Umberto e Marta. Oltre a lui Paola, Vittorio Emanuele e Diamante. Nel 1989 era invece prematuramente scomparsa Annalisa a causa della fibrosi cistica, malattia per la cui cura la famiglia ha costituito una fondazione.

stato un uomo equilibrato e molto generoso — ricorda Matteo —. Un padre affettuoso e un imprenditore che sapeva prendersi i rischi. Aveva doti di pazienza, equilibrio e ragionevolezza, stato un grande gestore ma non ha mai voluto la ribalta. Anche se la ribalta l’aveva avuta prima con Marta, regina dei salotti mondani, e poi negli anni della divisione del gruppo. Nell’occasione si alle con il ramo Don Dalle Rose e con il manager Antonio Favrin, staccandosi dai fratelli, Pietro e Paolo. Favrin ha tradito la buona fede elargita da mio padre e mio padre, che era gi malato, non ha capito il tradimento. Ma a me piace ricordare la sua grande dedizione e la sua operosit silenziosa .

29 dicembre 2018 (modifica il 29 dicembre 2018 | 14:08)

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