Acqua, agricoltura verticale e smart city: scommettere sul futuro con i megatrend


Sono 30 mila i miliardi di dollari impegnati nel mondo in asset sostenibili, secondo le stime del Global sustainable investment review, il pi importante report globale sugli Sri aggiornato negli scorsi giorni a due anni dall’ultima indagine. Siamo a un punto di non ritorno e quella della finanza buona la strada giusta? Le economie mature hanno cambiato passo — conferma Mark Esposito, economista che insegna ad Harvard, Cambridge e alla Hult international Business School —. Ma il mondo va ancora a velocit alternate: nelle zone in via di sviluppo, dall’India, al Sud Est asiatico o in Africa, la ricerca di un modello di business sostenibile a livello ambientale non prioritaria, un fatto che pu diventare problematico se non si spinge il cambiamento anche in quei Paesi. Da soli ospitano almeno 4 miliardi di persone. Il conto comprende anche la Cina, che nonostante abbia dato qualche segnale, ha ancora molte sfide da intraprendere sul fronte ambientale. Insomma, la finanza sostenibile pu aiutare a risolvere molti problemi, ma non tutti. A oggi non c’ ancora un equilibrio a livello mondiale — continua Esposito, in corsa per essere inserito tra i 50 pensatori pi influenti del 2019 in ambito management nella classifica internazionale Thinkers50 —. Ma sono ottimista: vedo la spinta delle grandi multinazionali, le uniche che possono impattare anche sui mercati non maturi, offrendo prodotti e un modello industriale diverso.

La repubblica dell’intelligenza artificiale, il nuovo saggio di Esposito uscir a giugno

Un cambio di passo in questo senso lo si visto all’ultimo Forum di Davos. Qui stato presentato il dato che stima in tre mila miliardi di dollari il potenziale di una trasformazione dell’industria dal modello lineare a quello circolare, cio teoricamente a zero sprechi. Inoltre, spiega Esposito multinazionali come Procter&Gamble, Unilever, Nestl, PepsiCo, Danone, Mars Petcare, hanno annunciato una collaborazione chiamata Loop, che propone ai consumatori di acquistare una serie di prodotti con un packaging al 100% riciclabile, che poi viene ritirato dalle stesse aziende per essere smaltito. Cos si aiuta ad abbattere il consumo di plastica. Quando arriva da questi attori, il messaggio chiaramente pi efficace. Un ruolo lo stanno giocando anche organismi internazionali come la Banca mondiale, con i bond verdi e l’impegno per spingere negli investimenti che aiutino il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. O l’Unep, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente, con il suo programma che ragiona con le banche su come incorporare il cambiamento climatico nelle loro strategie di business. Sono interlocutori fondamentali perch il cambiamento in atto si consolidi e abbia impatti duraturi: tutto il mondo della finanza deve lavorare in sinergia.

Ma come intercettare, oggi, i settori che si stanno riconvertendo e possono rappresentare un investimento sostenibile (e profittevole)? Tra i megatrend legati all’ambiente, ci sono le rinnovabili, la gestione dell’acqua e delle foreste e l’agritech — elenca l’economista —. Un anno fa non lo potevamo dire, ma oggi le tecnologie applicate alle coltivazioni fanno passi da giganti e vedo investimenti in tutto il mondo, per esempio nel vertical farm, dagli Stati Uniti a Singapore, dove si prevede di toccare il 50% di prodotti coltivati in queste strutture hi-tech che sorgono nel cuore delle citt. E proprio le citt, o meglio le citt intelligenti, che puntano sull’ammodernamento delle infrastrutture e adottano soluzioni smart per migliorare la qualit della vita di una popolazione che cresce in maniera esponenziale, sono osservate speciali. Soprattutto se impiegano l’intelligenza artificiale. Di questo tema parla l’ultimo saggio, in uscita a giugno, di Esposito, che precisa: una innovazione ancora in mano a pochi e che deve democratizzarsi, per avere un impatto decisivo sulla societ e completare cos la quarta rivoluzione industriale.


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