A volte ritornano. In Italia. In Champions League con nostalgia


Certe notti le farfalle fanno la ola nello stomaco. Perch — se partire un po’ morire — allora tornare un po’ rivivere. E mescolare ricordi, nostalgia, emozioni, ambizioni di vittoria. Magari pure con qualche rimpianto. Perch nella settimana dei Grandi Ritorni di Champions c’ davvero di tutto. C’ Buffon che riprende posto nella sua casa europea dopo le tre giornate di squalifica per le frasi contro l’arbitro dette a Madrid lo scorso aprile e soprattutto dopo il clamoroso sbarco a Parigi. Ci sono Cavani e Pogba, che la casa ce l’avevano a Napoli e Torino, ma hanno voluto un palazzo dorato a Parigi e Manchester e un po’ si sono pentiti. C’ Mourinho che torna in Italia e mette per la prima volta piede allo Stadium juventino dopo aver fatto il gesto del triplete agli ultr bianconeri a Old Trafford. C’ Verratti, che con il Psg non ha mai giocato una partita in Italia, c’ Coutinho che arrivato ragazzino all’Inter e torna da campione col Barcellona. Assieme a lui c’ anche Rafinha, che sperava di restare a Milano e lo ha ribadito. E c’ pure spazio per un altro ritorno, del tutto diverso, ovvero quello di Leo Messi tra i convocati blaugrana, dopo la frattura del radio del 20 ottobre.

Dopo lo sbarco carico di significati di Cristiano Ronaldo due settimane fa a Old Trafford, il termometro dei ritorni registra le temperature pi alte per due ex molto amati. E anche molto sognati. Ma per rivedere Cavani con la maglia del Napoli e Pogba con quella della Juve servono stipendi pi bassi, tasselli che si incastrano e ancora qualche mese di tempo per capire se oltre al moto dei sentimenti c’ anche quello dei denari. Adesso c’ solo da godersi una grande notte di Champions e magari tornare a vincere. La cosa bella che Paul e Edi non hanno nascosto i loro sentimenti. Un po’ perch sono sinceri e un po’ perch tutti e due sono insofferenti: Per me un ritorno a casa e nel mio stadio: alla Juve mi sono sentito come in una famiglia — dice Pogba — e tornare a giocare a Torino sar molto emozionante. E penso che la sensazione sar reciproca. Allegri, che ha cresciuto il francese con grandi quantit di bastoni e carote, dice che Pogba un grandissimo e se non venisse sarebbe meglio, la standing ovation comunque i tifosi la devono fare ai nostri giocatori, non agli altri. Ma proprio un applauso da brividi, quello ad aprile a Ronaldo, ha contribuito a cambiare la storia bianconera. Perch quindi mettere limite alla provvidenza e alle cortesie per gli ospiti?

A differenza di Pogba, Cavani in dubbio per un problema muscolare. Ma a Napoli l’uruguaiano oltre a 104 gol ha lasciato anche due figli e un pezzo di cuore, che torna sempre a battere forte quando quei due diavoli di Neymar e Mbapp si mettono a giocare da soli. Ho trascorso tre anni fantastici a Napoli — dice Edi — sar una gara molto particolare e spero di esserci. una notte speciale e noi abbiamo l’obbligo di vincere.

Un dovere che Philippe Coutinho e il suo Barcellona a San Siro contro l’Inter tecnicamente non hanno, ma insomma: con quella maglia addosso e l’etichetta da 160 milioni (pagati dal Bara al Liverpool), non si pu sbagliare. E il gracile ragazzino che tra un prestito e l’altro rimasto legato per tre anni ai nerazzurri ha anche la possibilit di ricordare al nostro calcio cosa si perso, per ragioni di bilancio.

Da Cou a Mou: un cuore nerazzurro in tempesta nel mare piccolo, ma molto mosso, dello Stadium. Lo Special One torna in Italia e la sua, di etichetta, si sta scollando: mentre il suo United cercava il gol della disperazione per pareggiare con la Juve a Old Trafford lui inscenava il siparietto delle tre dita contro gli ultr della Juve che lo insultavano. Non un grande segnale di concentrazione, soprattutto in vista del ritorno in Italia di mercoled sera. Per Buffon quello di domani un ritorno in Europa: le scomposte uscite (verbali) sono lontane, la Juve anche. E Gigione riprende il suo posto (soffiandolo all’emergente Areola) in uno stadio dove sempre stato accolto da nemico. Meglio cos. in fondo: niente sentimentalismi. Solo puro calcio e nuove emozioni. Quelle di cui Buffon va ancora a caccia. Assieme alle farfalle nello stomaco.

4 novembre 2018 (modifica il 4 novembre 2018 | 23:12)

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